ASPETTANDO VERONESE: LE VISITE GUIDATE AL CANTIERE DI RESTAURO


 

 

Aspettando Veronese è il titolo della serie di incontri e visite guidate gratuite dedicate alla Cena di San Gregorio Magno, capolavoro conservato a Vicenza al Santuario della Madonna di Monte Berico.

Molto presto sarà infatti possibile entrare al cantiere con una delle nostre guide, per vedere da vicino la fase conclusiva delle operazioni di restauro. Un’occasione unica per poter ammirare da vicino il dipinto e conoscere la sua affascinante storia, prima che sia definitivamente ricollocato sulla parete di fondo del Refettorio.

L’opportunità è offerta da Intesa Sanpaolo, in collaborazione con il Comune di Vicenza, la Soprintendenza e l’Associazione Guide Turistiche Autorizzate.


 

COME PARTECIPARE

 

Ogni sabato e domenica dal 19 marzo al 3 aprile, alle ore 15, 16,17

La visita è gratuita, ma è necessario prenotare scrivendo a vicenzatourguide@gmail.com

Il punto d’incontro è fissato al capitello austriaco di fronte al refettorio, a destra del santuario. Sarà possibile seguire la visita presentandosi senza prenotazione solamente in base ai posti disponibili al momento.

Si ricorda che, secondo le disposizioni di legge vigenti dal 1° aprile, per l’entrata al refettorio è richiesto di indossare la mascherina.

Non è necessario esibire il green pass.

Conosci le guide in anteprima:


IL DIPINTO E LA SUA STORIA

 

Paolo Veronese, gigante della pittura veneta del ‘500 e contemporaneo di Andrea Palladio, dipinse la Cena di San Gregorio Magno nel 1572 per il refettorio del convento dei Servi di Maria a Monte Berico. La scena rappresenta una cena che papa Gregorio Magno era solito offrire a dei poveri pellegrini: un giorno la sua generosità fu premiata ed alla cena si presentò proprio Gesù in persona. Pur essendo Gregorio Magno vissuto a cavallo fra il VI e il VII secolo, Veronese ci tramanda un ritratto fedelissimo di un banchetto nobiliare del Cinquecento, inserito in una splendida cornice palladiana.

Si tratta di un’opera che stupisce anche solo per le sue dimensioni, misura infatti poco meno di 40 metri quadri. La Cena si inserisce in un periodo intenso per l’artista, nel quale produsse altre opere con soggetti simili, anch’esse di dimensioni ragguardevoli. Questa è tuttavia l’unica ancora ospitata nel posto per cui fu dipinta, nonostante sia stata protagonista di una storia piuttosto travagliata nel corso dei secoli. Trafugata da Napoleone ed esposta a Brera, fu in seguito recuperata dai vicentini e riposizionata nel refettorio. Successivamente, durante i moti del 1848, fu sfregiata durante un attacco austriaco e poi pazientemente restaurata grazie anche alle sovvenzioni dell’imperatore Francesco Giuseppe.

L’ultimo restauro risaliva al 1973 e l’opera necessitava ormai di una pulitura, eseguita successivamente ad approfondite indagini sul supporto materiale a cura dell’Istituto Centrale del Restauro. L’esperta restauratrice Valentina Piovan ha curato il restauro vero e proprio, scoprendo anche alcune novità che avremo il piacere di raccontare durante le visite guidate.

Ciò che si vedrà non sarà chiaramente un ritorno all’aspetto cinquecentesco, cosa non realizzabile dopo cinque secoli, ma semplicemente ciò che, con le tecniche odierne, riesce ad essere più simile possibile all’originale.

 

 



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